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SGAMBARO,
RITORNO ALLE ORIGINI

La famiglia Sgambaro, da tre generazioni, lega la sua storia alla produzione di pasta di grano duro italiano. Nel 1937 nonno Tullio Sgambaro inizia il mestiere di mugnaio e lo mette in pratica nel suo mulino a Cittadella con un tocco di creatività: escogita un’originale rigatura della macina in pietra che permette di produrre una farina più raffinata, priva di residui calcarei e di qualità superiore.
Apicoltore per passione, Tullio traduce l’operosità delle api nell’attività pastaia. Infatti con la moglie Maria fonda nel 1947 il primo pastificio a Cittadella… E per pagare l’ultima rata del nuovo investimento, gli Sgambaro utilizzano il guadagno ricavato da una produzione straordinaria di miele.

GLI ANNI SESSANTA:
VENTI DI CAMBIAMENTO

Figli di Tullio e Maria, Dino ed Enzo Sgambaro entrano in scena negli anni ‘60 per disegnare il futuro. Sotto la loro guida l’azienda conosce un grande sviluppo, assorbendo prima il Pastificio Volpato di Fanzolo di Vedelago (TV), poi il Pastificio Santangelo di Piove di Sacco (PD), per concentrare tutto a Castello di Godego (TV) nel 1963. Alla fine degli anni ’60, gli Sgambaro hanno una grande intuizione: affiancare l’attività molitoria a quella della pastificazione. Mentre Enzo gestisce l’attività di vendita, Dino cerca un contatto diretto con gli agricoltori per ottenere il grano migliore. Fa costruire 21 silos in Puglia per immagazzinare il grano senza intermediari e garantire un controllo di filiera dalla terra alla tavola. È qui che si gettano le prime fondamenta per la futura tracciabilità.

LA MISSIONE DELLA TERZA GENERAZIONE SGAMBARO

I figli di Dino ed Enzo prendono in mano l’attività e puntano senza titubanze verso una filosofia green, in un clima di fiducia e trasparenza. Cominciano le collaborazioni con gli agricoltori per ottenere un grano ricco di proteine e più sicuro. Ma anche le azioni di supporto allo sport dei giovani e l’apertura al mondo della scuola, per trasmettere i valori del nostro prodotto attraverso visite didattiche.

Sgambaro diventa la prima azienda in Italia a certificare un pacco di pasta fin dall’origine e a ottenere la dicitura “100% Grano Duro Italiano” e “km zero”. Una scelta nata dalla volontà del nuovo presidente Pierantonio, determinato ad avvicinare le coltivazioni al Nord Italia e ad abbattere le emissioni di CO2 legate ai trasporti.

IL MODELLO SGAMBARO: QUALITÀ E SOSTENIBILITÀ

Dal 2004 a oggi, l’azienda ha intensificato il proprio impegno per la sostenibilità ambientale: dalla scelta di utilizzare solo fonti di energia rinnovabili, all’avvio di una produzione di grano duro italiano biologica e a base di farro e kamut® (tra le prime in Italia).

Intanto viene definito uno stile di pastificazione fondato sulle migliori metodologie: la trafilatura in bronzo e l’essiccazione lenta. Vengono messi a punto nuovi impianti e linee di produzione più efficienti, in grado di rispettare al massimo il valore organolettico e nutritivo del grano.

Nella foto: Pierantonio Sgambaro nei campi in provincia di Ferrara durante la campagna 2014.

OBIETTIVO: EMISSIONI ZERO

Nel 2014 tutti i conti tornano: l’azienda misura il proprio passo tramite analisi del Ciclo di vita del prodotto e scopre con piacere di classificarsi fra le più virtuose in Italia. È il momento di coinvolgere i consumatori in una catena di sostenibilità ambientale e di potenziare ulteriormente l’impegno in tal senso.

Quest’anno Sgambaro sta investendo sull’acquisto di auto elettriche per ridurre l’inquinamento, ma punta a un obiettivo più ambizioso: compensare totalmente le emissioni sulla linea Sgambaro 500 gr attraverso la salvaguardia dei boschi esistenti.

Nella foto: Roberto, Pierantonio e Flavio Sgambaro.