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7 giugno 2016

Il mulino e il pastificio: in coppia per una pasta sostenibile

L’idea è semplice quanto geniale: tenere vicini glistabilimenti produttivi per ridurre al minimo i trasporti e il relativo costo economico e ambientale della pasta sostenibile.

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Ma la cosa che più sorprende è che questo pensiero non è frutto delle nuove filosofie della Green Economy, bensì è stato concepito già negli anni ’70 da Dino Sgambaro, che stava progettando l’espansione della sua attività pastaria con la costruzione di un mulino. Un ulteriore passo in avanti è stato compiuto con la scelta di utilizzare solo grano duro italiano per produrre una pasta sostenibile: per questo scopo, Dino Sgambaro ha promosso la costruzione di un centro di stoccaggio in Puglia nella provincia di Foggia, ancor oggi presente.

Grazie a questa visione lungimirante, l’azienda veneta si è subito piazzata in posizione di vantaggio rispetto a un obiettivo importante e quanto mai attuale: ridurre l’impatto ambientale della produzione e creare una pasta sostenibile dalla A alla Z. Del totale delle emissioni di CO2 determinate dalla produzione di pasta sostenibile, nessun chilo è imputabile al trasporto della farina dal mulino al pastificio. Per questa ragione, oltre che per l’uso esclusivo di energia pulita per tutti gli usi produttivi, oggi Pasta Sgambaro può vantare un’impronta leggera, come dimostrato dalla certificazione EPD conseguita e dal progetto sull’analisi dell’impronta di carbonio sviluppato con il Ministero dell’Ambiente.

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